I numeri a ribasso del 2025 non freneranno l’ascesa del Gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA. Per lo stabilimento di Cassino sono in negoziazione due partner di assoluto spessore che potranno offrire nuove tecnologie. Stellantis sta valutando con attenzione con quali partner legarsi nei prossimi anni. Nel frattempo, il colosso italo-francese si sta concentrando sulla gamma attuale, con il lancio di una serie speciale per le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e l’arrivo di una nuova Maserati Grecale dal 2027.
Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, nell’audizione che si è tenuta ieri in Parlamento si è soffermato sulla chiara volontà di non accettare offerte di vendita. Le rassicurazione sulla mancata cessione di Cassino, Atessa e il brand del Tridente arrivano in una fase dove si sprecano le voci su eventuali aziende interessate a rilevare alcuni dei punti fermi del major del presidente John Elkann. L’intervento di Filosa alle commissioni riunite di Camera e Senato Attività Produttive e Industria ha riscosso l’apprezzamento di molti parlamentari.
L’appello di Filosa
L’amministratore delegato ha annunciato il ritorno alle auto piccole in particolare con il lancio di minimo due E-car, vetture 100% elettriche low cost, la centralità dei veicoli commerciali leggeri, e soprattutto ha negato la cessione e la vendita di fabbriche in Italia. Preoccupano i costi dell’energia, più che doppi rispetto a Spagna e Francia. Antonio Filosa ha dichiarato:
“Per risolvere i problemi del settore è necessario l’aiuto di tutti. Abbiamo rispettato gli impegni presi e, con il nostro nuovo piano, abbiamo aggiunto tasselli importanti per il futuro. Lo abbiamo fatto in un contesto difficile, consapevoli di come il nostro impegno da solo non bastasse per risolvere i problemi che il settore sta attraversando. Per continuare su questa strada, però, c’è bisogno del contributo di tutti: istituzioni nazionali ed europee, sindacati e filiera. È necessario che tutto l’ecosistema si mobiliti per il futuro dell’industria dell’auto, un settore fondamentale che, da sempre, contribuisce alla centralità dell’Italia in Europa e nel mondo. Confido che potremo portare avanti questo impegno insieme, attraverso un dialogo franco e costruttivo, consapevoli di come l’obiettivo sia comune”.
Parole che suonano come monito verso le Istituzioni ad attivarsi per raggiungere traguardi congiunti nel mondo del lavoro. Con il piano globale Fastlane 2030, annunciato a maggio, sono previsti nei prossimi cinque anni investimenti di cinque miliardi in innovazione e sette miliardi in acquisti di componentistica. Un programma che dovrebbe garantire la crescita complessiva dei brand rientranti nell’universo Stellantis, rilanciando gli storici stabilimenti. Su Mirafiori, l’amministratore delegato ha spiegato che il ricorso alla cassa integrazione è sceso del 77% nei primi cinque mesi del 2026 mentre la produzione è cresciuta del 155%.
Le ambizioni di Stellantis
Seguendo il diktat di Bruxelles, l’E-Car elettriche costeranno al massimo 15.000 euro, risultando ideali per chi cerca vetture di dimensioni ridotte adatte per la città e di costruzione prevalentemente europea, con il 70% delle componentistica proveniente nel Vecchio Continente. Nello stabilimento molisano di Termoli verranno prodotti il cambio eDct per auto ibride ed elettriche e i motori Gse. Sulla crescita di Stellantis Filosa ha aggiunto:
“Per Cassino sono in negoziazione con due partner importanti che possono portare tecnologie e alcune importanti idee. Con il mio team, stiamo scegliendo su quali puntare nel futuro. Nei primi cinque mesi +15% vendite e +16% produzione. Negli ultimi 12 mesi abbiamo lavorato con responsabilità per il bene della nostra azienda, dei nostri stabilimenti e dei territori in cui operiamo e dei nostri lavoratori. Nei primi cinque mesi dell’anno abbiamo registrato una crescita di quasi il 16% nelle vendite, un più 16% nella produzione e un -30% nel ricorso alla cassa integrazione”.