Prima di mettersi a cercare il modulo per la domanda conviene chiarire un punto: il noleggio sociale non è ancora partito. E quando lo farà, non permetterà di scegliere l’auto. Il canone da 100 euro al mese ha comprensibilmente rubato la scena, ma il funzionamento della misura è più rigido di quanto lasciassero pensare i primi annunci.
A decidere quale vettura finirà nelle mani dei beneficiari sarà l’ACI, che indirà una gara europea e acquisterà in blocco il modello proposto dal costruttore vincitore. Almeno durante la fase sperimentale, quindi, non ci sarà un catalogo da consultare: l’auto sarà la stessa per tutti.
I requisiti e come funziona
Per partire sono stati messi a disposizione 50 milioni di euro. In termini pratici basteranno a finanziare il noleggio di circa 3.000 automobili, una quota molto ridotta rispetto al mercato nazionale. Del resto l’obiettivo, almeno in questa fase, non è soddisfare un numero elevato di richieste, bensì capire se il progetto possa funzionare davvero. Se i risultati saranno convincenti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha già lasciato intendere che i fondi potrebbero aumentare e la misura diventare permanente.
L’accesso sarà riservato ai nuclei con un ISEE inferiore a 30.000 euro e occorrerà anche rottamare un’auto omologata fino a Euro 4, intestata al richiedente da almeno dodici mesi. Pertanto, chi ha un reddito basso ma non possiede un veicolo con queste caratteristiche resterà comunque fuori dall’iniziativa.
Il noleggio avrà una durata minima triennale e comprenderà fino a 12.000 km l’anno. Nel canone mensile di 100 euro, IVA inclusa, rientreranno anche assicurazione, bollo, manutenzione e assistenza stradale, mentre rimangono da definire alcuni dettagli, tra cui l’eventuale presenza di franchigie e l’importo da versare nel caso in cui venga superato il limite di percorrenza.
Quale modello verrà scelto
Per la fornitura di ogni esemplare è stato fissato un tetto di 14.800 euro senza IVA, vale a dire 18.056 euro includendo l’imposta. L’auto dovrà essere nuova e immatricolata in Italia, rispettare almeno la normativa Euro 6 e rimanere entro 135 grammi di CO2 al chilometro. Il limite lascia spazio sia alle motorizzazioni elettrificate sia a quelle tradizionali.
In base ai listini attuali, tra le possibili candidate ci sono Citroën C3, Dacia Sandero, Fiat Pandina, Hyundai i10 e Kia Picanto. Nessuna, al momento, può essere considerata favorita: a contare saranno le condizioni offerte durante la gara, che potrebbero essere parecchio diverse dai prezzi praticati normalmente ai clienti privati.
L’acquisto di migliaia di unità identiche dovrebbe consentire all’ACI di ottenere uno sconto consistente. Il rovescio della medaglia? Una city car può andare bene a chi si muove soprattutto in città, molto meno a una famiglia numerosa oppure a chi percorre spesso strade extraurbane. Il canone sarà leggero, la possibilità di scelta inesistente.
Trascorsi i 36 mesi, l’automobilista potrà riconsegnare il veicolo oppure comprarlo con una riduzione del 10% rispetto al valore di mercato. Non ci sarà, quindi, un prezzo di riscatto stabilito in partenza, ma l’importo dipenderà dalla quotazione raggiunta dall’auto usata in quel momento.
Il rischio del click day
Nemmeno la data di apertura delle domande è stata comunicata: l’ACI sta preparando uno sportello telematico e assegnerà le vetture a seconda dell’ordine di arrivo delle richieste. Con appena 3.000 posti disponibili, è facile prevedere una corsa al portale.
Prima servirà comunque la gara europea, i cui tempi potrebbero spostare l’avvio al 2027. Il noleggio sociale durerà, sulla carta, fino al 30 giugno 2030 e soltanto il risultato di questa piccola prova dirà se avrà un seguito più ampio.
