Le colonnine occupate da chi non deve ricaricare, a Bolzano, proveranno a smascherare il fenomeno anche con dei sensori. Una soluzione innovativa, che ha aiutato Powy ad aggiudicarsi la gara del Comune e toccherà ora alla società installare 17 postazioni sul suolo pubblico, per un totale di oltre 34 punti di ricarica. In totale saranno 13 le postazioni aperte a tutti, mentre le restanti quattro saranno riservate ai taxi e per ovvie ragioni: i conducenti trascorrono ore al volante e devono tornare in servizio in fretta. A Powy non basterà montare le colonnine, visto che il bando le affida anche la gestione degli impianti.
Nuove colonnine a Bolzano: dove saranno installate
L’installazione delle nuove colonnine avverrà in punti chiave. Fra gli indirizzi scelti compaiono via Galilei, via Palermo, piazza Adriano, piazza Matteotti, piazza Stazione e piazza Walther. Altri punti sorgeranno nei pressi del Palaonda, del polo fieristico, dell’Agenzia delle Entrate, del NOI Techpark e del parcheggio Einstein.
Oltre che dal numero delle prese, la commissione è stata convinta dal disegno essenziale delle strutture, studiate affinché diano meno nell’occhio possibile una volta sistemate fra strade e piazze. L’energia utilizzata proverrà al 100% da fonti rinnovabili, mentre i sensori dovranno limitare l’occupazione abusiva degli stalli da parte delle auto che non stanno caricando.
Per pagare saranno disponibili più sistemi, senza obbligare ogni automobilista a seguire lo stesso percorso, e nel pacchetto rientra anche l’assistenza tecnica multilingue, un aspetto tutt’altro che secondario in una città di confine e molto frequentata dai turisti. Nata a Torino nel 2018, Powy presta servizio come operatore indipendente delle infrastrutture pubbliche e gestisce colonnine quick, fast e ultra-fast.
A Bolzano l’auto elettrica riscuote già un buon interesse. Nel 2024 ha rappresentato il 14,8% delle nuove immatricolazioni private in Alto Adige: per fare un confronto, l’Unione europea si è fermata al 13,8% e l’Italia al 4,16%. La Provincia autonoma punta ad arrivare a 1.000 punti di ricarica entro la fine del 2026, con almeno uno in ciascuno dei 116 Comuni altoatesini. Il progetto del capoluogo si inserisce nel programma insieme alle installazioni di Neogy e a quelle sostenute dai fondi del Pnrr.
Quanto costa ricaricare l’auto elettrica
Il prezzo dell’energia ha contribuito a spingere gli automobilisti verso l’elettrico. Sulla rete Neogy i clienti luce di Alperia possono ricaricare a 0,35 euro per kWh attraverso EasyCharge Plus. Per gli altri la tariffa sale a 0,45 euro sulle colonnine ordinarie e a 0,55 euro su quelle rapide, prima di eventuali costi applicati fuori dalla rete locale.
I quattro siti destinati ai taxi sono la parte meno vistosa del piano, ma rispondono a un’esigenza concreta. Un’auto pubblica percorre molti più chilometri rispetto a una vettura privata e deve rientrare in servizio in fretta e avere punti dedicati evita che la ricarica professionale finisca per sottrarre prese agli altri utenti.
Pur senza cambiare il parco circolante di Bolzano, i trentaquattro punti tolgono uno degli alibi più comuni contro l’acquisto di un’elettrica – non sapere dove collegarla – e questa volta il Comune ha deciso di pensarci ancora prima dell’installazione. Se poi gli stalli resteranno davvero liberi dalle auto parcheggiate senza motivo, i sensori avranno già guadagnato il loro posto in città.
