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Ora serve una PEC per possedere un’auto? Salvini ferma tutto

da virgilio.it

La revisione si potrà fare senza presentare una Pec. Lo stesso vale per l’immatricolazione di un’auto e il rinnovo della patente, perché Matteo Salvini ha cancellato dal nuovo Codice della Strada la proposta che avrebbe legato queste pratiche alla comunicazione di un domicilio digitale.

La decisione

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è intervenuto sabato 22 agosto, dopo alcuni giorni di notizie e dubbi sulle conseguenze del possibile obbligo.

“La proposta di vincolare le richieste di rilascio, rinnovo della patente, immatricolazione o revisione di un veicolo alla comunicazione di un domicilio digitale, con una Pec obbligatoria, non sarà inserita nel nuovo Codice della strada”

Nessuna corsa ad aprire una casella certificata, anche perché la norma non era mai entrata in vigore. La Pec figurava nei materiali di lavoro inviati dal Mit a oltre cento associazioni, sindacati, imprese e professionisti per raccogliere le loro osservazioni durante il mese di agosto. Era una delle ipotesi da discutere prima della stesura definitiva, non una decisione già approvata, ma la presenza nel testo base aveva mostrato quali effetti avrebbe potuto avere sulla vita degli automobilisti.

Cosa avrebbe comportato la Pec obbligatoria

Il cambiamento avrebbe riguardato subito l’acquirente di un’auto nuova, al quale sarebbe toccato comunicare un domicilio digitale prima di ottenere la targa e la carta di circolazione. Il proprietario di un veicolo già immatricolato avrebbe incontrato il nuovo requisito più avanti, ad esempio al momento della revisione, prevista dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e poi ogni due.

La Pec sarebbe servita anche nella vendita o nell’acquisto di un usato, dato che il passaggio di proprietà rientrava tra le operazioni interessate. Il testo la richiedeva inoltre in caso di reimmatricolazione dopo il furto o lo smarrimento della targa, nell’aggiornamento della carta di circolazione successivo a modifiche costruttive e nelle procedure relative ad alcuni veicoli provenienti dall’estero.

L’indirizzo comunicato avrebbe dovuto rimanere attivo per tutto il periodo di possesso dell’auto. Non sarebbe bastato aprire la casella per completare una pratica e poi dimenticarsene, dato che il domicilio digitale sarebbe diventato il recapito utilizzato dalla Pubblica Amministrazione per inviare notifiche e atti con valore legale.

Per imprese e professionisti la Pec è già obbligatoria, mentre i privati possono decidere liberamente se registrarne una nell’Inad, l’Indice nazionale dei domicili digitali. La proposta avrebbe quindi esteso un adempimento oggi facoltativo a una parte enorme della popolazione, facendolo entrare nella gestione ordinaria dell’auto.

Salvini cancella la proposta

Il passaggio dal testo di lavoro alla versione definitiva, però, non avverrà. Salvini ha escluso l’obbligo e ha spiegato la decisione richiamando l’obiettivo di ridurre gli adempimenti invece di aggiungerne altri.

“Nessuna obbligatorietà e nessun nuovo vincolo. Lavoriamo per semplificare le procedure e la vita dei cittadini, e soprattutto per garantire a tutti più sicurezza sulle strade italiane”

La precisazione mette fine anche all’equivoco nato nei giorni scorsi, quando la proposta era stata presentata in alcuni casi come una novità ormai decisa. Per gli automobilisti non cambia nulla: la revisione, il passaggio di proprietà e l’immatricolazione continueranno a seguire le procedure attuali, senza una Pec da comunicare. Il nuovo Codice della Strada prosegue invece il suo percorso sulle altre misure sottoposte al confronto con le categorie interessate, mentre il domicilio digitale è già uscito dal testo.