Soltanto due anni fa erano dieci, stavolta sono venti. Al Salone di Parigi, in programma dal 12 al 18 ottobre, i marchi automobilistici cinesi raddoppiano la loro presenza. Se BYD, Chery e Geely hanno ormai messo radici nel Vecchio Continente, lo stesso non si può dire a proposito di nomi come Aito, Avatr, Li Auto e Aion.
Un mercato sempre più conteso
Per i costruttori cinesi, vendere automobili in Europa è diventata ormai una faccenda seria. In patria devono fare i conti con una concorrenza feroce, prezzi continuamente al ribasso e fabbriche capaci di produrre più vetture di quante il mercato riesca ad assorbirne. Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno praticamente chiuso le porte alle auto provenienti da Pechino e dintorni. Rimane l’Europa, dove i marchi asiatici stanno aumentando le vendite nonostante i dazi sulle elettriche e qualcuno ha già trovato un percorso alternativo: costruire le proprie vetture direttamente negli stabilimenti europei.
In Cina le Case occidentali hanno perso terreno rispetto al passato. Al contrario, le realtà locali hanno un motivo in più per puntare sull’Europa, perché il mercato non è in grado di tenere i ritmi produttivi delle loro fabbriche. Ad agosto, la quota dei marchi cinesi sul mercato europeo ha rasentato il 12%, quasi il doppio in un anno. I dazi imposti dall’Ue sui veicoli elettrici Made in China sembrano aver fatto poco più che il solletico.
Per aggirare almeno in parte queste difficoltà, diversi costruttori hanno rafforzato l’offerta di vetture ibride e ibride plug-in, non interessate dalle stesse tariffe aggiuntive. Parallelamente, cresce l’interesse per gli stabilimenti europei, attraverso accordi industriali e collaborazioni con aziende già presenti sul territorio.
Le novità attese a Parigi
Porta la firma di BYD, ma sembra parlare la lingua europea la compatta ibrida plug-in Dolphin G DM-i, esposta a Parigi insieme al SUV Atto 2 DM-i e al pickup Shark, lungo 5,46 metri e dotato di un sistema ibrido ricaricabile da 436 CV. Dello stesso gruppo fa parte Denza, che nella capitale francese scopre la shooting brake Z9GT, declinata sia in versione elettrica sia ibrida plug-in.
Geely si fa trovare pronta con vari marchi: tra le novità spiccano il SUV Monjaro EM-i, la Lynk & Co 07 GT e la Smart #2, destinata a raccogliere l’eredità della ForTwo con una nuova interpretazione completamente elettrica.
Spazio poi a Leapmotor, legata a Stellantis tramite una joint venture. Il costruttore espone la compatta B03, accreditata di un’autonomia fino a 390 km nel ciclo WLTP, insieme ad altri modelli della gamma e ha inoltre confermato l’avvio della produzione della B10 a Saragozza, in Spagna. Passando a Chery, il brand fa leva su una gamma particolarmente ampia, dalla citycar elettrica Chery Q ai SUV Tiggo, fino alla nuova Omoda 4, attesa sul mercato nel 2027.
La presenza cinese comprende infine marchi come Xpeng, Aito e Li Auto, che ambiscono a conquistare clienti anche nei segmenti più costosi. La sfida alle Case europee non riguarda, insomma, soltanto i prezzi: a Parigi si gioca anche sul terreno della tecnologia e dell’offerta di modelli, nonché della capacità di produrre direttamente nel Vecchio Continente.
