I prezzi del gasolio stanno rendendo la vita difficile agli automobilisti e ai piccoli imprenditori che ogni giorno sono costretti ad affrontare lunghe percorrenze per motivi di lavoro. Lo scoppio della guerra tra Iran e Stati Uniti ha generato un’escalation sui prezzi presso i distributori che non si è ancora arrestata. I
l rincaro progressivo delle materie prime energetiche, in particolare di petrolio e gas naturale, ha costretto il Governo a interventi mirati per ridurre la pressione sui cittadini. A causa dei blocchi e delle tensioni nello Stretto di Hormuz, i prezzi dei carburanti non sono destinati a scendere nelle prossime ore.
Giorgia Meloni ha annunciato che si continueranno a valutare soluzioni, anche perché il contrasto all’aumento del prezzo non rappresenta la strada principale da seguire sul lungo periodo. L’attuale taglio offre uno sconto sul prezzo del diesel alla pompa di 15 centesimi, ma a partire da venerdì 18 settembre ci sarà un nuovo stravolgimento.
Cambiamenti in vista
Il provvedimento emesso dall’Esecutivo per gestire l’aumento dei prezzi dei carburanti verrà prorogato di un’altra settimana, dal 18 al 25 settembre, con un taglio delle accise sul gasolio di 10 centesimi al litro. Progressivamente ci sarà una riduzione del beneficio se si considera, data anche l’Iva, che il risparmio presso i distributori sarà di circa 12,2 centesimi al litro rispetto alla quotazione senza questa agevolazione sino al 25 e poi, dal 26 settembre sino al 5 ottobre, le accise sul gasolio saranno ridotte di 5 centesimi al litro, pari a circa 6,1 centesimi includendo l’Iva.
In sostanza lo sconto si andrà a dimezzare e il prezzo del diesel potrà crescere di circa 6,1 centesimi al litro rispetto alla settimana precedente, a parità di condizioni. Cosa accadrà dopo il 5 ottobre? Ad oggi non è prevista l’ennesima proroga di un’estate che è andata avanti a ritmo di sconti fiscali. Con l’arrivo dell’autunno gli esponenti del Governo stanno pensando di affidarsi a un nuovo meccanismo che consentirà di sfruttare una parte dei maggiori proventi fiscali derivanti dall’aumento dei prezzi dei carburanti per ridurre le imposte.
Preoccupazione sull’andamento dei prezzi
Sebbene ci sia stato un ribasso del petrolio nelle scorse settimane, i prezzi non sembrano destinati a calare. Non è possibile immaginare oggi quale sarà la quotazione del diesel dal 5 ottobre, ma la riduzione non è stata indicata in un importo fisso e non corrisponde al ripristino dello sconto attuale. I provvedimenti destinati al gasolio agricolo e agli autotrasportatori, settori che costringono alla creazione di misure specifiche, saranno fondamentali per le imprese. Circa la benzina non è stata per ora annunciata alcuna misura specifica.
La bozza del decreto legge per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti prevede che dal 18 settembre 2026 e fino al 25 settembre 2026, l’accisa sia pari a 572,90 euro per mille litri e dal 26 settembre al 5 ottobre pari a 622,90 euro per mille litri. Per compensare l’aumento dei prezzi presso i distributori, il Governo ha annunciato l’abolizione del bollo per quasi tutte le auto e per i motocicli. Noi vi suggeriamo di affidarvi a specifici distributori convenienti con la possibilità di risparmiare qualche euro.
