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Targa rotante per evitare gli autovelox, auto bloccata e maxi multa

Sembra una scena uscita direttamente da un capitolo di Goldfinger o di Mission Impossible. Premi un pulsante sul cruscotto e la vettura cambia identità o fa sparire la targa: detta così l’idea ha tutto per essere un successo, almeno in termini di impatto scenico sul set, ma in strada il discorso cambia. Eccome se cambia. Se ne è accorto a sue spese un conducente impavido, convinto di aver trovato l’escamotage definitivo per ingannare gli autovelox: ruotava la targa e le eventuali bravate col veicolo, una BMW d’epoca, passavano inosservate. Purtroppo per lui, la realtà si è però rivelata molto meno clemente della finzione cinematografica.

Voleva farsi beffe di autovelox e tutor

La vicenda arriva direttamente dalla Francia, dove, durante i consueti controlli stradali, una pattuglia della gendarmeria ha incrociato una BMW Serie 3 Coupé “malandrina”. In livrea total black, la vettura tedesca pareva appena uscita da un garage di tuning di alto livello e tutto filava liscio in un primo momento, ma i problemi erano giusto dietro l’angolo, quel tanto necessario affinché gli agenti posassero gli occhi sulla targa posteriore. Qualcosa stentava a quadrare: una piccola anomalia nel supporto che ha convinto le Forze dell’Ordine ad arrestare subito la corsa, come racconta Dashcam France.

Dopo un controllo approfondito, i nodi sono venuti al pettine. Il proprietario aveva installato un bizzarro meccanismo rotante in grado di far girare la targa su sé stessa o nasconderla completamente da remoto. L’obiettivo, neanche troppo velato, era quello di sfuggire all’occhio elettronico di autovelox e tutor, così da far sfuggire l’auto ai database delle autorità in caso di violazioni del Codice della Strada.

Ma, come spesso accade con “furbate” di questo tipo, il conducente ha sancito la propria fine. Lo scudo contro le multe si è rivelato un biglietto di sola andata per una serie infinita di guai legali che a quanto pare costringeranno l’autore dell’infrazione a presentarsi davanti a un giudice.

Le conseguenze

Finché in scena ci va James Bond, alla guida dell’indomabile Aston Martin DB5, seminare i nemici può essere un gioco da ragazzi, ma certe fantasie è meglio lasciarle perdere nel mondo reale, con regole vere. La trasgressione dell’automobilista gli è costata una punizione esemplare: senza mostrare alcuna pietà, una volta smascherato il sotterfugio gli agenti hanno provveduto al sequestro del mezzo.

L’espressione sorniona del conducente è stata portata via dalla cocente delusione e dagli ovvi rimpianti. Oltre a ricevere una multa salata e assistere inerme la vettura caricata sul carro attrezzi, il proprietario ha dovuto subire la confisca e la distruzione coatta del dispositivo illegale, mentre la prospettiva di un processo in tribunale si fa concreta. Il tentativo di montare un gadget da film di serie B su un modello d’epoca non è stata, insomma, l’idea più ispirata.

Nonostante la tecnologia appaia seducente, le Forze dell’Ordine sono allenate a smascherare i tentativi di aggirare il sistema e la legge non concede seconde chance. Dopotutto, la fortuna prima o poi finisce e la giustizia ti inchioda davanti alle tue responsabilità. E, in questo caso, è stato decisamente severa.

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