L’organizzazione no-profit per i trasporti puliti Transport & Environment (T&E) accusa la lobby dell’auto di fare pressione sull’Unione Europea per cancellare le norme che rispecchierebbero meglio l’inquinamento reale dei veicoli PHEV.
Le emissioni di anidride carbonica ($CO_2$) delle auto ibride plug-in (PHEV) sono in media sei volte superiori rispetto a quanto dichiarato dai test ufficiali di omologazione, secondo una nuova analisi condotta dall’ONG Transport & Environment (T&E) sulla base degli ultimi dati del 2024 diffusi dalle autorità europee. Come evidenzia T&E, il divario tra l’inquinamento effettivo su strada e i risultati ottenuti nei test di laboratorio si è ampliato progressivamente ogni anno a partire dal 2021, data di inizio del monitoraggio reale.
Alla luce di questi dati, Transport & Environment chiede con fermezza all’Unione Europea di respingere le richieste delle case automobilistiche di indebolire le normative antinquinamento pensate per colmare la differenza tra emissioni ufficiali e reali, invitando le istituzioni a non conteggiare le ibride plug-in come veicoli a basse emissioni ai fini del raggiungimento degli obiettivi climatici.
Le auto plug-in ibride (PHEV), che combinano un motore elettrico con uno termico a benzina o diesel, rappresentano attualmente il 9,8% del mercato automobilistico nell’UE. Dopo le concessioni della Commissione Europea dello scorso anno sulla vendita di PHEV oltre il 2035, i costruttori — tramite l’associazione di categoria ACEA — stanno spingendo per cancellare il recepimento dell’aggiornamento normativo previsto per il 2027, che adeguerebbe i calcoli del consumo reale.
I dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente nel dettaglio
Tuttavia, l’analisi di Transport & Environment basata sui dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) relativi ai veicoli immatricolati nel 2024 dimostra che la situazione sta peggiorando:
- Emissioni reali vs test di laboratorio: secondo l’elaborazione di T&E, le emissioni reali delle PHEV registrano una media di 145 g/km di CO_2, a fronte dei soli 24 g/km dichiarati dalle schede di omologazione ufficiali.
- Divario in costante aumento: l’ONG sottolinea come il gap sia cresciuto negli anni: se nei dati del 2023 le emissioni reali stimate da T&E erano di 138 g/km contro i 28 g/km ufficiali (pari a 5 volte di più / +386%), oggi il divario ha raggiunto le 6 volte (+500%).
- Peggioramento delle prestazioni reali: i dati riportati da T&E mostrano che le emissioni reali delle PHEV sono aumentate del 5% tra il 2023 e il 2024, a fronte di una riduzione teorica del 15% nei test di laboratorio, smentendo i miglioramenti di efficienza dichiarati dai costruttori.
L’analisi di T&E evidenzia come, con 145 g/km reali, i veicoli ibridi plug-in emettano appena il 14% in meno di CO2 rispetto alle vetture tradizionali a benzina o diesel (169 g/km), mostrando un impatto ambientale sempre più sovrapponibile a quello delle auto a combustione interna.
La provenienza dei dati
T&E precisa che i dati sulla guida reale sono stati rilevati mediante i dispositivi OBFCM (On-Board Fuel Consumption Monitoring) installati di serie su un campione di 220.000 vetture ibride plug-in circolanti nell’UE, fornendo un quadro concreto ben diverso dai cicli di prova condotti in laboratorio.
Per ovviare a questa distorsione, l’UE intende revisionare i cosiddetti “fattori di utilità” (utility factors) nel 2025 e nel 2027, riallineando le stime ufficiali ai consumi effettivi ed evitando che i costruttori ottengano benefici normativi su auto che inquinano quasi quanto i modelli a combustione tradizionale.
Cosa dice il direttore di Transport & Environment
Lucien Mathieu, direttore della divisione auto di Transport & Environment, ha dichiarato:
“Le ibride plug-in sono una delle più grandi operazioni di greenwashing dell’industria automobilistica: vengono commercializzate come una soluzione ecologica, ma all’atto pratico comportano un pesante costo ambientale. Rappresentano anche una grande fregatura per i consumatori, che finiscono per pagare molto più carburante del previsto.
I costruttori chiedono all’UE di chiudere un occhio per poter ritardare gli investimenti nelle auto 100% elettriche. I fattori di utilità sono stati concepiti proprio per far coincidere le emissioni ufficiali con quelle reali e si basano su dati scientifici effettivi.”
