Garantire un traffico più scorrevole e funzionale è uno dei compiti più ardui che si troverà ad affrontare la città del domani, un lavoro che inevitabilmente dovrà aggiustare i difetti del sistema di mobilità attuale senza stravolgerne l’utilizzo. Per questo l’uso di semafori in grado di gestire in modo autonomo, con l’uso dell’intelligenza artificiale, i propri tempi di cambiata.
A Monza il Comune ha dato il via a una nuova fase del progetto Samu, un piano che punta a mettere l’intelligenza artificiale al servizio della mobilità urbana, rendendo i semafori capaci di ragionare, e non solo di contare i secondi.
Come funziona il progetto Samu
L’acronimo sta per Sistemi adattivi per monitoraggio e gestione della mobilità urbana, e dietro questo nome un po’ tecnico si nascondono 14 incroci strategici della città, tra cui via Cavallotti e via Vittorio Veneto, via Marconi e via Sant’Alessandro, oltre ai nodi di via Borgazzi con via Monte Ortigara e via Guerrazzi, saranno interessati da un investimento complessivo superiore a 615 mila euro.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di costruire una rete capace di individuare in tempo reale situazioni critiche e, in prospettiva, intervenire dinamicamente sulla durata dei segnali luminosi.
I tradizionali sistemi di rilevamento lasceranno progressivamente spazio a telecamere dotate di intelligenza artificiale, in grado di analizzare i flussi veicolari e riconoscere automaticamente la formazione di code, preparando il terreno per una gestione davvero adattiva dei semafori, con tempi del verde che potranno modificarsi in base alle condizioni reali della strada, anziché restare fissi indipendentemente dal traffico presente.
Un’unica centrale
Il progetto monzese si inserisce in un piano ben più ampio, finanziato dalla Regione Lombardia con 2,5 milioni di euro attraverso il bando Smart Mobility Data Driven – Fase 2.
Il Comune sta infatti realizzando una nuova centrale di controllo, pensata per riunire in un’unica piattaforma digitale tutti i 110 impianti semaforici presenti sul territorio cittadino. Un salto tecnologico notevole rispetto al precedente sistema UTC, attivo dal 2020, che permetteva il monitoraggio remoto soltanto di una parte della rete, appena 24 impianti su oltre cento.
Oltre alla gestione del traffico, la nuova tecnologia avrà anche un ruolo importante sul fronte della sicurezza stradale: le telecamere intelligenti potranno infatti rilevare non solo gli incidenti veri e propri, ma anche i cosiddetti near-miss, cioè le situazioni di quasi incidente come frenate improvvise o manovre pericolose, dati preziosi per individuare gli incroci più problematici e pianificare interventi mirati prima che accada il peggio.
Non manca l’attenzione alla privacy: il sistema è stato progettato secondo criteri di Privacy by Design e by Default, con dati video pensati per non conservare volti e targhe, salvo metadati resi completamente anonimi.
Monza banco di prova
Il principio alla base dell’intera operazione, in realtà, è già stato sperimentato con successo su alcune intersezioni cittadine: un sistema composto da regolatore semaforico e analisi video riesce a privilegiare la direttrice principale, attivando il verde sulle strade secondarie soltanto quando viene effettivamente rilevata la presenza di veicoli in attesa.
Monza, insomma, si candida a diventare un vero e proprio banco di prova per questo tipo di tecnologia applicata alla viabilità urbana, con l’obiettivo di estendere progressivamente il modello a tutta la rete cittadina. Il piano comprende inoltre un sistema di infoparking, pensato per indirizzare in tempo reale gli automobilisti verso i parcheggi effettivamente disponibili, insieme al potenziamento dell’app e del portale Monza Mobilità.
Secondo le stime dell’amministrazione comunale, la riduzione delle code e dei tempi di percorrenza che ne deriverebbe potrebbe contribuire anche a diminuire sensibilmente consumi ed emissioni, un beneficio che andrebbe ben oltre la semplice comodità di guida quotidiana.
