Le vendite viaggiano spedite, l’arrivo dei componenti in fabbrica un po’ meno. I clienti continuano a premiare la Fiat Pandina, sempre in testa alle classifiche commerciali italiane, peccato per i problemi nell’approvvigionamento dei pezzi. Come dichiarato da Stellantis stessa, procurarsi un componente elettrico, destinato alla centralina del motore N3 GSE, si sta rivelando più difficile del solito. La produzione rallentata potrebbe provocare nuovi fermi presso gli stabilimenti italiani anche nelle prossime settimane.
La situazione colpisce soprattutto Pomigliano d’Arco, dove nasce la Pandina, e in seconda battuta Mirafiori, a Torino, per la Fiat 500. Il gruppo ha precisato che gli effetti potrebbero trascinarsi per tutto novembre e dicembre. Al momento, però, non è stato annunciato un calendario di sospensioni.
Un componente frena la produzione
Qualche disagio lo arreca un elemento fornito da un’azienda esterna e utilizzato nella centralina del motore N3 GSE. Stellantis non ne ha specificato la natura, né ha indicato il nome del fornitore. A ogni modo, il componente elettronico scarseggia e il gruppo fatica a procurarsene abbastanza per rispettare i programmi di produzione. Persino con tutto il resto della vettura pronto, la mancanza di un solo pezzo può impedire di completare l’assemblaggio e rallentare gli stabilimenti, in attesa del ritorno alla normalità.
Stellantis sta cercando soluzioni alternative insieme ai fornitori, nella speranza di recuperare progressivamente la normale attività. Nessuna data certa, fin qui, sulla conclusione delle difficoltà. E la questione rischia di estendersi: secondo quanto comunicato dal gruppo, anche alcuni impianti italiani dedicati alla componentistica dei motori potrebbero dover sospendere temporaneamente il lavoro.
I numeri di ottobre
Il problema delle forniture è arrivato proprio nel momento in cui la Pandina continua a raccogliere consensi. A ottobre ha totalizzato 7.198 immatricolazioni, confermandosi la vettura più venduta in Italia. La leadership, però, non cancella le conseguenze delle interruzioni produttive.
Il mese appena mandato in archivio ha lasciato a Stellantis un bilancio in chiaroscuro. Il mercato italiano è cresciuto del 4,8%, ma il gruppo ha perso il 5,5% delle immatricolazioni rispetto allo stesso mese del 2025. Il totale, comprensivo anche di Leapmotor, si è fermato a 31.865 vetture, sufficienti a conquistare il 24,2% del mercato.
Eppure, se guardiamo ai primi dieci mesi del 2026, la fotografia è un’altra: Stellantis ha raggiunto quota 411.825 auto immatricolate, in crescita del 12,1% su base annua, con una fetta di mercato del 29,4%. E Fiat? A ottobre ha messo a segno 12.259 immatricolazioni, pari a una quota del 9,3%. Dall’inizio dell’anno, invece, sono 156.734 le vetture registrate, con una crescita del 27,2% sullo stesso periodo del 2025. Il confronto aiuta a misurare quanto ottobre si discosti dall’andamento dell’anno. Su Fiat il disagio pesa proprio perché la Pandina trascina verso l’alto i risultati del marchio.
Possibili stop anche a Mirafiori
La carenza potrebbe avere conseguenze anche sulla produzione della Fiat 500 a Mirafiori. E chissà per quanto tempo ancora sarà necessario lavorare con quantitativi ridotti.
Nel comunicato si indicano novembre e dicembre come mesi ancora esposti al problema. Sarebbe però scorretto considerare già decise le fermate: la loro eventuale durata, così come le conseguenze sui singoli stabilimenti, resta imprecisata.
Il successo commerciale della Pandina, insomma, non mette la fabbrica al riparo dalle difficoltà della catena di fornitura. Prima di aumentare le auto da consegnare, bisogna tornare a poterle costruire.
