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Governo al lavoro per il taglio al bollo auto e moto, l’ipotesi dello sconto variabile

da virgilio.it

Torna d’attualità un tema che sta a cuore a milioni di automobilisti italiani: quello del bollo auto, la tassa annuale che ogni proprietario di veicolo conosce fin troppo bene. Con i lavori sulla prossima legge di Bilancio ormai entrati nel vivo, il vicepremier Antonio Tajani rilancia il vecchio progetto dell’abolizione della tassa automobilistica, mentre il resto della maggioranza sembra orientato verso una soluzione più graduale.

Al lavoro sulla legge di bilancio

Mentre il governo continua a cercare la formula giusta per alleggerire dal caro carburanti le categorie più colpite dai rincari al distributore, tra le misure allo studio per sostenere il ceto medio torna sul tavolo anche l’ipotesi di intervenire sul bollo. Il leader di Forza Italia ha parlato esplicitamente di “abolizione del bollo auto e bollo moto“, rilanciando così un cavallo di battaglia storico del proprio partito.

Un’ipotesi che la maggioranza starebbe effettivamente prendendo in considerazione, ma con un approccio meno drastico rispetto alla cancellazione totale della tassa. Secondo quanto riferito da Il Sole 24 Ore, il governo starebbe infatti valutando l’introduzione di sconti calibrati in base a due parametri principali: la potenza del motore e l’impatto ambientale del veicolo.

Sconto variabile e non per tutti

Il meccanismo allo studio prevede una riduzione diversificata a seconda delle classi di appartenenza dei veicoli, a condizione che i possessori siano in regola con i pagamenti pregressi. La logica alla base della proposta è chiara: lo sconto andrebbe progressivamente a diminuire con l’aumentare della potenza del motore, premiando così le vetture più piccole e meno inquinanti.

Chi possiede un’utilitaria o un’auto di piccola cilindrata potrebbe quindi beneficiare del taglio più consistente sulla tassa automobilistica, mentre il vantaggio si ridurrebbe man mano che si sale verso motorizzazioni più potenti. Il meccanismo, secondo le indiscrezioni circolate finora, arriverebbe fino ad azzerarsi completamente per SUV, auto sportive e vetture di lusso, categorie che quindi resterebbero escluse da qualsiasi beneficio fiscale legato a questa specifica misura.

Una scelta che riflette l’obiettivo dichiarato dalla maggioranza di concentrare le risorse disponibili su chi possiede veicoli più contenuti e meno impattanti dal punto di vista ambientale, piuttosto che distribuire lo sconto in modo uniforme su tutta la platea degli automobilisti italiani, indipendentemente dal tipo di vettura posseduta.

Gli attuali esonerati dal pagamento del bollo

Va ricordato che il bollo auto è una tassa annuale obbligatoria per tutti i veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico, calcolata sulla base della norma di emissione e della potenza del motore riportate sulla carta di circolazione. Esistono già oggi alcune categorie esonerate dal versamento all’Automobile Club d’Italia: i proprietari con, in particolare chi ha gravi limitazioni della capacità di deambulazione, chi è affetto da pluriamputazioni o ha ridotte capacità motorie, oltre a persone non vedenti, sorde o con handicap psichico o mentale titolari di indennità di accompagnamento.

Un’altra esenzione riguarda i veicoli elettrici, anche se limitata nel tempo: lo sconto totale vale infatti soltanto per i primi cinque anni dall’immatricolazione, dopo i quali scatta una riduzione del 75% rispetto all’importo ordinario. Proprio partendo da questo impianto già esistente, l’esecutivo starebbe valutando di estendere una logica simile, seppur con percentuali diverse, anche ad altre categorie di veicoli.

Resta comunque da capire come si evolverà concretamente la proposta nelle prossime settimane, quando i lavori sulla Manovra entreranno nella fase più delicata. Al momento si tratta ancora di indiscrezioni e ipotesi allo studio, senza alcuna formalizzazione definitiva: per conoscere i dettagli concreti su percentuali di sconto e categorie effettivamente coinvolte, non resta che attendere l’evolversi del confronto politico all’interno della maggioranza.