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Il gasolio tocca nuovi record, Meloni chiede un intervento immediato dell’Europa

da virgilio.it

Il caro carburanti non conosce tregua e sta ormai riscrivendo i record storici. Alla vigilia del Consiglio dei ministri chiamato nuovamente a decidere interventi contro il rincaro alla pompa, il gasolio in autostrada ha sfondato quota 2,3 euro al litro, arrivando a 2,313 euro, mentre la benzina ha toccato i 2,212 euro. Numeri che raccontano bene quanto la situazione sia ormai fuori controllo, complice un contesto internazionale sempre più instabile.

Record storico del gasolio

Sulla rete stradale, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio della benzina in modalità self service si attesta oggi a 2,120 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge quota 2,231 euro, un dato che segna un nuovo massimo storico per il carburante diesel. Il precedente record, fissato nella settimana del 14 marzo 2022, si fermava infatti a 2,154 euro al litro sulla rete ordinaria.

Va sottolineato come questi valori, seppur già molto elevati, includano ancora l’effetto calmierante del taglio alle accise attualmente in vigore, in scadenza domani 17 settembre. Senza questo intervento fiscale, il prezzo medio nazionale del gasolio raggiungerebbe i 2,416 euro al litro, un dettaglio che fa comprendere quanto la misura, pur temporanea, stia continuando a offrire un margine di respiro agli automobilisti italiani, proprio nel momento in cui il petrolio, con il Brent stabile intorno ai 110 dollari al barile, continua a spingere al rialzo l’intera filiera energetica.

Servono “azioni mirate e immediate a livello europeo”

Di fronte a questa escalation, la premier Giorgia Meloni ha scelto di alzare il tiro, spostando la questione dal piano nazionale a quello continentale. In un colloquio con il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa, la presidente del Consiglio ha sottolineato come il continuo aumento dei prezzi dell’energia non rappresenti affatto un problema circoscritto all’Italia, ma richieda piuttosto “azioni mirate e immediate a livello europeo, a sostegno delle imprese e dei cittadini europei“.

Meloni ha inoltre condiviso con Costa la proposta di porre la competitività al primo punto dell’agenda del prossimo Consiglio europeo, un segnale che testimonia quanto il dossier energetico sia ormai considerato prioritario a livello comunitario, complice anche una crisi che sta iniziando a preoccupare non solo per il fronte carburanti, ma anche per le bollette di luce e gas in vista dell’inverno alle porte. Non a caso, diverse associazioni dei consumatori stanno già sollecitando il governo a studiare misure preventive per evitare una stangata sui consumi energetici domestici nei prossimi mesi.

Bonus carburante non ancora pronto, si avvicina l’ennesima proroga

Sul fronte interno, la situazione resta incerta. Le misure selettive basate sul reddito, quelle che dovrebbero sostituire stabilmente i tagli lineari alle accise, potrebbero non essere ancora pronte in tempo per il Consiglio dei ministri di domani. Da qui l’ipotesi, sempre più concreta, di un’ulteriore breve proroga, forse di una settimana, del taglio alle accise sul gasolio attualmente in scadenza.

Una parte delle decisioni definitive potrebbe dipendere dai dati Istat sui conti pubblici, attesi per il 22 settembre, che permetteranno di verificare se il rapporto tra deficit e Pil scenderà sotto la soglia del 3%, aprendo eventualmente la strada all’uscita dell’Italia dalla procedura Ue per deficit eccessivo. Un margine di manovra che potrebbe influenzare direttamente anche le risorse disponibili per i prossimi interventi sul fronte carburanti.

Intanto, sempre il 22 settembre, scatterà anche il cosiddetto Bonus colonnine: da quella data i cittadini potranno presentare domanda per ottenere il contributo del Ministero delle Imprese destinato all’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica a uso privato. La dotazione complessiva ammonta a 68 milioni di euro fino al 2030, con un contributo che copre l’80% delle spese sostenute per acquisto e posa in opera delle colonnine, fino a un massimo di 1.500 euro per le persone fisiche e 8.000 euro per gli interventi condominiali.

Nel frattempo, il conto salato per gli automobilisti continua a crescere: secondo le stime diffuse da Codacons, in un solo mese, dal 15 agosto a oggi, un pieno di gasolio o benzina in autostrada è aumentato di circa 7 euro, per un aggravio complessivo che sfiorerebbe i 695 euro annui a famiglia. Numeri che spiegano bene perché il tema resti in cima all’agenda politica di questo scorcio d’autunno, sospeso tra la necessità di una risposta europea di lungo periodo e la richiesta, sempre più pressante, di soluzioni immediate per chi ogni giorno deve fare i conti con il caro pieno.