La crescita delle auto cinesi in Europa continua. I tentativi di arginare la diffusione delle vetture in arrivo dalla Cina hanno portato alcuni costruttori ad adottare nuove strategie, arrivando ad annullare l’effetto dei dazi e di altre misure di contrasto. Una nuova conferma in tal senso arriva da Geely che ha “risolto” il problema dei dazi puntando sulle fabbriche europee di Volvo.
Una nuova strategia
A chiarire i piani di Geely è stato An Conghui, nuovo presidente dell’azienda che ha raccolto il testimone dal fondatore, Li Shufu, rimasto alla guida di Geely Holding Group. In occasione della presentazione dei risultati del primo semestre del 2026, il nuovo presidente ha chiarito quale sarà la nuova mossa con cui l’azienda punterà a conquistare il mercato del vecchio continente.
A partire dal 2028, infatti, gli stabilimenti Volvo diventeranno un hub di riferimento per la produzione di vetture di fascia alta del Gruppo. In particolare, la Casa punterà su due impianti, uno in Svezia e uno in Belgio, oltre alla Gigafactory, in costruzione in Slovacchia. In questo modo, Geely potrà contare su tre impianti attivi sul mercato europeo e in grado di ospitare la produzione di modelli e componenti, senza la necessità di trasportare le vetture dalla Cina.
Il focus sarà il segmento premium. Oltre ai modelli della stessa Volvo, gli impianti produrranno, probabilmente, anche modelli Zeekr e Lynk & Co. In particolare, secondo quanto rivelato da Car News China, Geely potrebbe realizzare i crossover Zeekr 8X, Zeekr 9X e il Lynk & Co 900. Queste vetture entreranno in concorrenza diretta con i vari modelli premium del mercato europeo e, in particolare, con le proposte delle Case costruttrici tedesche.
Ricordiamo che Geely ha in programma il lancio di 6 nuovi modelli entro fine 2026 sul mercato.
Un’alleanza con Ford
L’uso delle fabbriche Volvo è solo una parte (molto importante) della strategia di crescita di Geely che sta lavorando a una nuova partnership con Ford. Grazie a quest’alleanza, l’azienda cinese potrà utilizzare gli impianti di quella americana attualmente attivi in Spagna, incrementando ulteriormente la quota di vetture prodotte direttamente in Europa.
Ci troviamo di fronte, quindi, a un piano di espansione molto ambizioso e, senza dubbio, studiato nei minimi dettagli. Per aggirare dazi e qualsiasi altro tipo di ostacolo che l’UE potrebbe implementare per contrastare l’espansione delle auto cinesi, Geely punta a creare una rete produttiva radicata sul territorio.
Si tratta di una strategia adottata anche da altre Case cinesi, come BYD che ha avviato la produzione direttamente in Europa, e che può rappresentare un problema, non di poco conto, per i costruttori Ue, alle prese con una concorrenza sempre più agguerrita e ambiziosa.
Per quanto riguarda l’economia europea, invece, la notizia ha una doppia chiave di lettura. Spostare la produzione dalla Cina, infatti, può creare un indotto non trascurabile, contribuendo alla crescita del settore automotive continentale, in un contesto di mercato sempre più complicato e ricco di concorrenti.
Staremo a vedere quali saranno le prossime mosse di Geely in merito all’espansione europea.
