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Tamoil aderisce al price cap, sconti su benzina e diesel fino al 31 ottobre

da virgilio.it

Il fronte del tetto ai prezzi dei carburanti si allarga ancora. Dopo le prime compagnie ad aver fatto scattare lo sconto alla pompa nelle scorse settimane, anche Tamoil ha deciso di adeguarsi, annunciando l’adozione di una serie di misure pensate per mitigare il costo di benzina e diesel venduti nella propria rete di distributori a marchio.

Una mossa non da poco, considerando il peso della compagnia, controllata dal gruppo internazionale Oilinvest, sul mercato italiano dei carburanti.

Dopo Eni, Ip e Q8

Con l’adesione di Tamoil, diventano così quattro le grandi compagnie che hanno scelto di mettere un limite massimo al prezzo al litro dei propri carburanti. La prima a muoversi era stata Eni, partecipata dal ministero dell’Economia, seguita a stretto giro da Ip e Q8.

Un effetto domino che sembra ormai aver coinvolto quasi tutti i principali player del settore, e che non è escluso possa estendersi ulteriormente nelle prossime settimane. Non è un caso che, proprio nelle ore precedenti all’annuncio di Tamoil, da Palazzo Chigi fossero arrivate indiscrezioni su un dialogo avviato con il governo libico per favorire l’adesione del marchio all’appello sul price cap dei carburanti, segno di quanto il tema sia ormai diventato una priorità anche sul piano istituzionale.

Nel comunicato diffuso dall’azienda si legge che la decisione nasce dall’intento di accogliere gli appelli arrivati dalle istituzioni e dalle associazioni dei consumatori, con l’obiettivo di sostenere concretamente la mobilità dei cittadini attraverso interventi mirati al contenimento dei prezzi.

Fino al 31 ottobre

Come già accaduto per le altre compagnie, anche l’iniziativa targata Tamoil ha una durata limitata nel tempo: lo sconto resterà infatti in vigore fino al 31 ottobre. Al momento, però, l’azienda non ha chiarito nel dettaglio di quanto scenderanno effettivamente i prezzi praticati ai distributori, né se l’intera rete si adeguerà alla misura in maniera uniforme.

Un aspetto che lascia ancora qualche margine di incertezza su quanto gli automobilisti percepiranno davvero questo intervento nel costo finale del pieno.

La compagnia ha comunque tenuto a sottolineare come le misure adottate siano state concepite per generare benefici sia per i consumatori finali sia per la sostenibilità economica delle attività legate alla rete distributiva, un equilibrio non sempre semplice da trovare in un momento di forte pressione sui margini di tutta la filiera.

Superato il 50% delle stazioni italiane

I numeri in gioco sono tutt’altro che contenuti. Tamoil conta circa 1.400 impianti sul territorio nazionale, e con il suo ingresso nel fronte del price cap il totale delle stazioni coinvolte dallo sconto sale a circa 11.200, su un parco complessivo di circa 22 mila distributori attivi in Italia.

Le tre compagnie che avevano aderito in precedenza mettevano insieme circa 9.800 impianti, suddivisi tra i 3.800 di Eni, i 3.400 di Ip e i 2.600 di Q8. Con l’adesione di Tamoil, insomma, si supera per la prima volta la soglia simbolica del 50% della rete nazionale, un traguardo che potrebbe spingere anche altre compagnie minori a muoversi nella stessa direzione, nel timore di perdere quote di mercato rispetto ai colossi del settore.

Tamoil, dal canto suo, ha inquadrato l’iniziativa nel contesto delle condizioni straordinarie determinate dall’attuale situazione internazionale, che continua a pesare sui mercati energetici e sui trasporti, con ripercussioni dirette sul potere di acquisto delle famiglie e sui costi sostenuti dagli operatori economici. Resta ora da capire se, con sempre più stazioni coinvolte, l’effetto complessivo sul prezzo medio alla pompa sarà davvero percepibile dagli automobilisti italiani già nelle prossime settimane.