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Intervista a Plinio Vanini, presidente Autotorino: ”La transizione non si forza: serve una sostenibilità reale”

da virgilio.it

Plinio Vanini, Presidente di Autotorino e Vicepresidente di Federauto con delega all’Automotive, è tra gli ospiti dell’appuntamento bTOb Salone Auto Torino,  dedicato agli operatori della filiera automotive ed in programma al Teatro Regio.

In questa intervista a tutto campo, rilasciata a Virgilio Motori durante il suo viaggio verso la città piemontese, l’imprenditore ci ha parlato di diversi aspetti: dall’integrazione dell‘intelligenza artificiale nella sua azienda fino ad una panoramica sull’attuale situazione del mercato automotive in piena transizione energetica  e sul ruolo oggi delle concessionarie.

Buongiorno Dottor Vanini, nel nome della sua azienda c’è un chiaro riferimento alla città di Torino. Qual è l’origine di questa scelta?

Ah guardi è molto semplice, nasce da mio padre, che negli anni Sessanta acquistava auto semestrali dai dipendenti FIAT ai cancelli di Mirafiori, per rivenderle in Valtellina; fu quindi naturale inserire Torino nel nome dell’azienda, anche come richiamo alla FIAT, che all’epoca trainava il mercato. Diversi anni più tardi, nel 2021, siamo finalmente entrati in città acquisendo un gruppo di concessionarie”.

Passando ai giorni d’oggi, che impatto ha l’intelligenza artificiale oggi all’interno della vostra azienda?

‘’Ci stiamo lavorando da tempo e sono diverse le attività in cui viene coinvolta l’IA. La utilizziamo, ad esempio, per le quotazioni dell’usato, che si basano sull’analisi di molteplici parametri. Abbiamo molti progetti aperti, coordinati da un tavolo dedicato: l’IA per noi è uno strumento fondamentale che consente ai nostri collaboratori di elaborare le informazioni che già possediamo nel minor tempo possibile, diventando così ancora più efficienti, ma con un approccio consapevole e ponderato’’

Che valore ha aver ottenuto la certificazione Top Employer e qual è la vostra filosofia per valorizzare e selezionare i giovani talenti?

‘’Ottenere un riconoscimento così importante consacra gli sforzi e l’attenzione che l’azienda dedica costantemente alle persone. Nella nostra realtà non si cresce in base a simpatie o antipatie, ma unicamente in base ai risultati concreti che si portano.’’

Oggi partecipa al convegno istituzionale “La sostenibilità del sistema automotive” nell’ambito del Salone di Torino. Può anticiparci la sua visione su questo tema?

‘’Il tema della sostenibilità non può limitarsi alla sola riduzione delle emissioni: deve essere affrontata con un approccio più olistico e senza pregiudizi. Non bisogna forzare i tempi, e noi siamo stati tra i primi a sostenerlo.

Affinché la transizione sia davvero efficace e perseguibile, deve essere sostenibile sotto molteplici aspetti. Deve esserlo per i clienti e le famiglie, garantendo che l’accesso alla mobilità rimanga alla portata di tutti; per le imprese e i lavoratori, preservando l’occupazione e le competenze; per la tenuta della rete distributiva e, infine, per i territori, mantenendo alta la qualità dei servizi offerti a livello locale.’’

Qual è la sua analisi sull’attuale stato del mercato automobilistico?

‘’Siamo passati da 1,5 a 1,6 milioni di vetture immatricolate, ma oggi questi numeri parlano d’altro. Le campagne di incentivi hanno drenato risorse dello Stato senza ottenere risultati concreti ma, talvolta, disparità d’accesso per chi aveva necessità effettive. Inoltre, si vive una condizione di disequilibrio competitivo tra la rete distributiva tradizionale e i canali di noleggio, che presentano strutture più snelle e godono di condizioni d’acquisto più favorevoli rispetto a quelle riservate ai concessionari.

Per dare una dimensione, i concessionari garantiscono la mobilità del Paese con costi significativi di formazione, relazione e assistenza del cliente, presenza territoriale specializzata, a cui si sommano quelli per il mantenimento degli standard di Casa Madre; il tutto con margini risicati — attorno all’1% mediamente atteso per il 2025.’’

Oggi i clienti arrivano in concessionaria già informati o hanno ancora bisogno di essere guidati nella scelta?

‘’Oggi il cliente arriva informato, ma essere informati non significa automaticamente fare la scelta giusta. È proprio qui che interviene la nostra professionalità: comprendere le reali esigenze dell’automobilista e accompagnarlo verso la soluzione migliore. Vi è poi tutta una serie di attività complesse — dal trasporto fino all’immatricolazione e alla consegna con specialisti in grado di spiegare l’uso della vettura — che gestiamo direttamente in concessionaria: anche questo fa parte del valore del nostro lavoro.’’

Siamo al Salone di Torino: che segnale rappresenta questa manifestazione per il settore automotive?

‘’Così come tutti i saloni e le fiere, rappresenta un punto d’incontro fondamentale con i clienti. Il principio di fondo è che, prima dell’automobile, c’è sempre la relazione tra persone: ed è proprio questo che cerchiamo di mettere al centro, ogni giorno, con il nostro lavoro.’’