L’operazione che porterà il colosso indiano Tata Motors al controllo di Iveco Group compie un altro passo decisivo. Il gruppo automobilistico più importante d’Italia nella produzione di mezzi pesanti si avvicina sempre di più a un cambio di proprietà destinato a chiudere un lungo iter autorizzativo, con l’offerta pubblica di acquisto ormai pronta a partire.
Domani parte l’Opa
Dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni preventive richieste dalla normativa regolamentare di settore, incluse quelle antitrust, Fdi e Fsr, Tata Motors è pronta a lanciare l’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di Iveco Group. Il periodo di adesione prenderà ufficialmente il via domani 7 settembre e si concluderà il 26 ottobre, salvo eventuali proroghe, per una durata complessiva di sette settimane.
L’obiettivo dichiarato della multinazionale indiana è arrivare al 100% delle azioni di Iveco, così da procedere con la rimozione del titolo dalla Borsa italiana, il cosiddetto delisting. Il corrispettivo dell’offerta è fissato a 14,10 euro per azione, dividendo incluso. L’operazione resta soggetta ad alcune condizioni consuete, tra cui il raggiungimento di una soglia minima di adesione del 95% delle azioni ordinarie, soglia che potrà scendere automaticamente all’80% qualora gli azionisti approvassero la delibera cosiddetta back-end nel corso dell’assemblea straordinaria convocata per il 16 ottobre.
Va precisato che l’Opa non riguarda la divisione Difesa di Iveco, ceduta separatamente a Leonardo, l’azienda controllata dallo Stato attiva nel settore della difesa.
Accordo già raggiunto
Dietro il passaggio formale annunciato in queste ore si nasconde in realtà un percorso avviato ormai da tempo. L’operazione era stata comunicata da Tata Motors già il 30 luglio 2025, quando la controllata TML CV Holdings B.V. aveva reso nota l’intenzione di promuovere un’Opa volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di Iveco Group, nell’ambito di un accordo di massima con i principali azionisti del gruppo per un valore complessivo di circa 3,8 miliardi di euro.
Il consiglio di amministrazione di Iveco ha deliberato all’unanimità di supportare l’operazione, raccomandando agli azionisti di aderire all’offerta e di votare a favore delle relative deliberazioni in assemblea. Un sostegno che arriva anche dal principale azionista del gruppo, Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, che si è impegnata a portare in adesione la propria quota, pari al 27,06% delle azioni ordinarie e al 43,19% dei diritti di voto complessivi.
Sul fronte italiano, Tata Motors si è impegnata a supportare i siti produttivi nazionali di Iveco, anche se al momento non è stato ancora definito un piano industriale dettagliato per il futuro degli stabilimenti.
La potenza economica di Tata Motors
Per il gruppo indiano, l’acquisizione di Iveco rappresenta un ponte strategico di primaria importanza. Attraverso questa operazione, Tata Motors punta a consolidare la propria leadership su scala globale nel settore dei veicoli commerciali, accelerando al tempo stesso la transizione energetica dei propri mezzi e integrando le strutture creditizie a supporto delle vendite delle flotte aziendali, un tassello non secondario per un gruppo che guarda sempre più al mercato europeo.
Come ha sottolineato Girish Wagh, managing director e ceo di Tata Motors, l’avvio dell’offerta pubblica di acquisto rappresenta una tappa importante nel percorso di integrazione tra due organizzazioni definite altamente complementari, entrambe accomunate da un forte impegno verso l’innovazione e l’eccellenza nel servizio ai clienti.
Il percorso autorizzativo che ha portato fin qui non è stato affatto semplice: prima dell’ultimo via libera della Banca Centrale Europea, arrivato il 1° settembre, Tata Motors aveva dovuto ottenere anche l’approvazione della Financial Conduct Authority britannica, lo scorso gennaio, e della Banca di Spagna, a giugno. Con tutte le caselle ormai spuntate, la strada che porterà Iveco sotto il controllo del gruppo indiano appare, salvo sorprese dell’ultimo minuto, ormai tracciata.
