Un’altra breve proroga, l’ennesima di un’estate che di sconti fiscali ne ha visti parecchi. Il governo ha firmato il decreto interministeriale che estende fino al 10 settembre 2026 il taglio di 17 centesimi al litro sulle accise del diesel, scaduto il 5 settembre. Una misura ponte, pensata per guadagnare tempo in vista di un cambio di strategia che, secondo le indiscrezioni più recenti, sembra ormai deciso.
60 milioni di euro per la proroga
Per finanziare questi cinque giorni aggiuntivi di sconto, l’esecutivo ha scelto di attingere all’extragettito Iva registrato ad agosto, quantificato in circa 60 milioni di euro. Un meccanismo diverso rispetto a quello utilizzato per la proroga precedente, quella che aveva portato lo sconto dal 27 agosto al 5 settembre, coperta invece con un anticipo sulle tasse sui dividendi delle società energetiche per circa 130 milioni di euro.
Nel dettaglio, resta invariata la misura dello sconto complessivo, sempre pari a 17 centesimi al litro, comprensivi della riduzione dell’accisa e del relativo effetto sull’Iva. Secondo i dati più aggiornati diffusi dal Ministero delle Imprese, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale si attesta oggi a 2,046 euro al litro per la benzina e 2,157 euro al litro per il gasolio. Numeri che includono già il beneficio dello sconto fiscale in vigore.
Il conto complessivo di questi sei mesi di interventi comincia a farsi sentire nelle casse dello Stato: dallo scoppio della crisi internazionale che ha spinto al rialzo le quotazioni petrolifere, la spesa sostenuta dal governo per contenere il caro carburanti ha superato ormai i 2 miliardi di euro complessivi.
Poi si passerà ai bonus
Quella firmata in queste ore, secondo le prime indiscrezioni, potrebbe essere davvero l’ultima proroga di questo tipo. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha del resto già confermato la volontà di superare i tagli lineari sulle accise, orientando i prossimi interventi verso misure selettive rivolte alle fasce vulnerabili e ai lavoratori.
Il pacchetto allo studio, che dovrebbe approdare nel prossimo Consiglio dei ministri, comprende diversi strumenti pensati per categorie specifiche. Tra le ipotesi più concrete c’è il bonus carburanti erogato tramite la carta “Dedicata a te” per ceti meno abbienti e pendolari, oltre al rinnovo del credito d’imposta destinato al settore dell’autotrasporto merci, già prorogato più volte nel corso dell’estate insieme allo sconto sulle accise.
Non mancano poi ragionamenti più strutturali sul lungo periodo: secondo quanto emerso, sul tavolo del governo ci sarebbe anche un piano quinquennale per riorganizzare la rete di distribuzione dei carburanti, con l’obiettivo di chiudere progressivamente gli impianti più obsoleti o poco utilizzati, contenuto all’interno del Disegno di Legge Concorrenza.
Il cambio di rotta, insomma, sembra ormai segnato: dopo mesi di sconti generalizzati validi per tutti gli automobilisti, la strada scelta da Palazzo Chigi punta a concentrare le risorse disponibili su chi viene colpito in modo più diretto dal caro carburanti, lasciando alle spalle la stagione dei tagli lineari alle accise. Per conoscere i dettagli definitivi di importi e platee coinvolte, l’appuntamento resta fissato al prossimo Consiglio dei ministri, quando l’esecutivo dovrà sciogliere gli ultimi nodi rimasti aperti su questa nuova fase di sostegno agli automobilisti italiani.
