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Schaeffler taglia 3.460 posti di lavoro e chiude cinque stabilimenti in Europa

da virgilio.it

Il gruppo tedesco Schaeffler avvia una profonda riorganizzazione delle proprie attività europee. Il piano annunciato prevede il taglio di 3.460 posti di lavoro e la chiusura di cinque stabilimenti, quattro in Germania e uno in Belgio. Le misure interesseranno complessivamente 16 siti produttivi e strutture aziendali e dovranno essere attuate entro il 2028.

La parte più consistente degli esuberi riguarderà la Germania, dove saranno eliminati 2.660 posti. Negli altri stabilimenti coinvolti sono previste riduzioni della capacità produttiva e ulteriori interventi di riorganizzazione.

L’obiettivo del programma è ottenere risparmi annuali per circa 300 milioni di euro entro il 2030. I costi straordinari legati alla ristrutturazione sono invece stimati in circa 480 milioni di euro, che saranno contabilizzati prevalentemente nel corso del 2026.

Crisi dei motori termici e concorrenza cinese

A spiegare le ragioni della decisione è stato l’amministratore delegato Klaus Rosenfeld, che ha indicato una combinazione di fattori alla base delle difficoltà del gruppo: la contrazione della domanda di componenti destinati ai motori a combustione, una diffusione delle auto elettriche più lenta rispetto alle previsioni e la crescente pressione competitiva dei produttori internazionali, in particolare cinesi.

Un ulteriore elemento critico è rappresentato dai costi industriali tedeschi. Secondo Rosenfeld, il costo del personale in Germania è circa 2,5 volte superiore a quello registrato in altri Paesi europei, un differenziale che penalizza la competitività degli stabilimenti nazionali.

Nel quadro della riorganizzazione, anche il consiglio di amministrazione contribuirà al contenimento dei costi, con una riduzione del 10% della propria remunerazione per i prossimi due anni. Schaeffler non esclude ulteriori interventi dopo il 2028, ma intende concentrarsi innanzitutto sulla negoziazione e sull’attuazione del piano appena presentato.

Settore Automotive in affanno

La ristrutturazione conferma le difficoltà che stanno attraversando i fornitori tradizionali dell’industria automobilistica europea. La progressiva riduzione dei componenti necessari ai motori termici, unita a una crescita dell’elettrico inferiore alle attese, sta creando sovraccapacità produttiva e costringendo le aziende a rivedere dimensioni e organizzazione delle proprie attività.

Il caso Schaeffler assume particolare rilevanza per il peso del gruppo nella filiera automotive europea: l’azienda è infatti un fornitore strategico di componentistica per importanti costruttori come Volkswagen, Mercedes-Benz e Porsche. Le conseguenze del piano potrebbero quindi estendersi oltre i siti direttamente interessati, coinvolgendo l’intero ecosistema industriale della componentistica.